• venerdì, 14 dicembre - 19:52

    Si fa per dire Alzheimer …

    Pubblicato il 22 ottobre 2013 da Direttore.

    Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera di dolore e di speranza che ci è pervenuta da un nostro lettore, che vuole rimanere anonimo, che convive con questa malattia degenerativa difficile e dolorosa da sopportare quando colpisce una persona cara. Il nostro lettore con questo suo scritto non vuole in nessun modo generare pena o compassione, attraverso le sue righe vuole semplicemente dare coraggio a chi come lui vive questa delicata e difficile situazione e insieme sollecitare le istituzioni ad una maggiore attenzione e vicinanza nei confronti di chi vive quotidianamente afflitto da questo grave problema.

    “Che parola difficile da scrivere e da pronunciare- io imparato a scriverla, a pronunciarla, a dirla, urlarla, e piangerci sopra.
    Alzheimer è lo scopritore del morbo, una demenza degenerativa- senile che colpisce circa 800.000 persone in Italia e circa 27.000.000 di persone nel mondo.
    Alzheimer è il nome di chi per la prima volta ha capito le motivazioni di questa malattia chiamandola – morbo di Alzheimer-.
    Piangerci sopra ed insieme a chi ne è colpita affrontare i giorni che verranno con coraggio e abnegazione.
    Gli atteggiamenti i comportamenti di questi malati sono i più imprevedibili necessitano di una presenza  costante, ne cito alcuni: alzarsi ala notte, in qualsiasi ora, camminare per casa, affacciarsi al balcone e chiamare o il padre, il fratello o altri; avere un cambiamento d’umore da allegro o rissoso oppure di pianto; accettare la compagnia di altre persone  con dolcezza  e ad un tratto si scatena l’ira gli insulti, altro, altro, altro ancora.
    Piangerci sopra è nulla vivere insieme a questa cara e preziosa persona diventa arduo e comunque per affetto, stima, amore e per  la bontà di essa in tempi passati cerco in tutti i modi di alleviarle ogni sofferenza presente.
    Si parla, scrivono professori, giornalisti sui giornali, in televisione, sul web sembrerebbe che tutti hanno trovato un rimedio, suggeriscono, consigliano ma il vero problema e la vera conoscenza “del morbo si ALZHEIMER” e viverlo  con la persona che ne è colpita.
    Per l’ignorante è visto come  “la peste bubbonica”, parenti ed amici si tengono prudentemente più lontani  che sia possibile, per le istituzioni è un peso economico e nulla – assolutamente nulla – fanno per alleviarti questa sofferenza.
    Piangerci sopra è poco se si considera che una persona (come il sottoscritto) ha perso ogni interesse a se stesso, per i suoi hobby, le lunghe passeggiate, gli amici (conoscenti), il suo fare arte, bricolage e altro, stare insieme con la propria compagna e parlare, passeggiare, un concerto, andare per mostre, vedere la tv e commentare i programmi, questo non esiste più  …. No lei sta male ha il morbo di Alzheimer ….. piangere è nulla bisogna andare avanti prestando tutto l’affetto e l’attenzione possibile ad ogni suo gesto .
    Questa mia lettera non l’ho scritta per far piangere la vecchietta o essere compatito dalla signora o chi mi legge, ma per dare coraggio alle persone che si trovano nelle stesse mie condizioni e per sollecitare le istituzioni ad una maggiore attenzione a questo grave problema.
    Tanto per chiudere questa triste lettera – la persona in questione – è caduta conseguenza “rottura del femore”, per cui allettata e con poca voglia di collaborazione alla fisioterapista  per la riabilitazione (cioè riprendere a camminare).
    In questi lunghi anni ho avuto – purtroppo per poco tempo – un’assistenza preziosa dalle signore BARBARA, LINA, ALICIA, SERENA, GRAZIA e tutte le persone che ancora adesso  mi sono vicine in questo arduo compito, se mi leggono si riconosceranno sicuramente e colgo l’occasione per ringraziarle e rivolgerle un abbraccio affettuoso.
    Non mi firmo per rispetto alla persona in questione anche perchè con il mio nome si può facilmente capire chi è. GRAZIE”.

    Lettera firmata 

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