• giovedì, 24 maggio - 13:48

    Il Sabato del Villaggio con Marta Lock

    Pubblicato il 12 giugno 2015 da Direttore.

    – Il mondo ai piedi di una penna –

    di Maurizio Spreghini.

    CIVITAVECCHIA – L’occasione era ghiotta, diciamo una di quelle che non si potevano lasciare andare senza metterci delle parole nel contempo, come se ad un tratto un treno passasse e si rinunciasse a salirci, per pigrizia o convinti che capitasse a breve un altro viaggio da compiere. Da qui nasce l’intervista di quest’oggi con la scrittrice Marta Lock protagonista domani alle 18,30, insieme all’affermata pittrice Ombretta Del Monte, dell’evento in scena al forte Michelangelo, al Centro Storico Culturale delle Capitanerie di Porto, dove verrà presentato il suo libro: Pensieri per L’arte.

    Riassumere la verve di uno scrittore affermato in un’intervista è sempre riduttivo e ritengo laconico per la forma, così come elargire complimenti o similitudini perché c’è il rischio che possa lasciare il tempo che trovano per il poco spazio o un’errata impostazione. L’invito nel suo caso è quello di visitare il suo sito www.martalock.net , in cui si potrà leggere tanto di lei e della voglia di raccontare il mondo con i suoi occhi. Per la biografia, così vasta da non poter esser racchiusa in poche righe, partiamo dalla seconda metà del 2014 quando nel mese di dicembre 2014 le viene conferita la carica di Responsabile Regionale Ipermedia-Club degli Editoriali e Responsabile della promozione dei corsi editoriali. Il 20 marzo 2015 dulcis in fondo è uscito il suo nuovo libro, Pensieri per l’Arte, dove 150 opere di altrettanti pittori contemporanei sono associate ai suoi aforismi. Il vero fulcro però della sua popolarità e del propagarsi a macchia d’olio del suo modo di scrivere avviene nel 2011, quando subito dopo aver pubblicato il romanzo d’esordio Notte Tunisina ha aperto il suo profilo Facebook, nel quale ha iniziato a pubblicare degli aforismi quotidiani che ha chiamato Pensieri della sera, e che le hanno permesso, lentamente di essere apprezza dai suoi lettori. Perle quotidiane quei Pensieri della sera in cui ogni giorno puntualmente si possono seguire consigli o modi di interpretare la vita, nella maniera più semplice del mondo ma talmente veri da renderli unici. Tra gli infiniti aforismi postiamo il Pensiero della sera del 28 maggio 2015: “Le cose normalmente sono così incredibilmente semplici… da indurci a fare di tutto per razionalizzarle con ragionamenti contorti… e poi lamentarci di quanto siano complicate… © Marta Lock”

    Partendo da qui abbiamo fatto qualche domanda a Marta Lock per capire un po’ di più del suo modo di scrivere e al contempo recepire nel profondo qualcosa in più di lei.

    D- Bentrovata Marta e grazie per lo spazio che ci hai concesso. Partiamo dalla fine, parlaci della tua ultima avventura letteraria con cui sarai al Forte Michelangelo.
    R- Grazie per avermi contattata. La presentazione letteraria con vernissage nella bellissima e prestigiosa location del Forte Michelangelo di Civitavecchia è una tappa delle collettive che sono seguite, e ancora seguiranno, all’uscita di Pensieri per l’Arte, il mio ultimo libro in cui ho associato i miei aforismi a 150 quadri di pittori contemporanei. Il mio sogno di unire due forme d’arte, la scrittura e la pittura, non si è fermato al libro bensì è sfociato in un desiderio, trasformato poi in progetto realizzato, di dare la possibilità ai pittori di esporre, grazie alla visibilità del mio personaggio, in location molto importanti e di rilievo per i loro curriculum senza pagare alcun contributo bensì cercando l’appoggio e il patrocinio di Comuni ed Enti locali. Ovviamente mi sono avvalsa della collaborazione di Associazioni e dei pittori stessi, come nel caso specifico di Civitavecchia evento realizzato e curato interamente dalla bravissima Ombretta del Monte, grande artista nel libro ma anche perfetta organizzatrice.

    D- E’ la libertà del corpo o della mente che ti ha spinto ad abbandonare la tua realtà precedente attività lavorativa e quanto ad essa correlato?
    R- Inizialmente è stato un desiderio di libertà della mente o, per meglio dire, di inseguire un impulso che diventava sempre più forte fino a rendermi impossibile il non ascoltarlo e questo mi ha portata di conseguenza anche dentro una libertà del corpo, nel senso di non essere più legata ai classici orari d’ufficio, senza la quale ormai mi risulterebbe davvero difficile lavorare. Mettermi al computer quando è più comodo per me, spesso anche la sera tardi o il mattino presto, mi permettere di seguire i miei ritmi creativi che sono fondamentali per esprimermi al meglio. Le mie riflessioni sulla vita, sulle emozioni, sui sentimenti invece provengono da sempre dalla mia spiccata capacità empatica e meditativa su tutto ciò che mi ruota intorno, dunque non solo un mondo di emozioni mio ma aperto anche alle sensazioni e alle percezioni che mi arrivano da chi mi circonda o da chi incontro in quell’attimo emotivo che si coglie incrociando uno sguardo o ascoltando una frase per caso.

    D- Tanti mondi descritti nei tuoi romanzi e tante realtà vissute di persona, cosa ti ha cambiato in meglio e cosa invece non ripeteresti perché non in sintonia con il tuo modo di concep.ire la vita
    R- Credo che l’esperienza al di fuori dalla realtà del microcosmo in cui sono nata e cresciuta sia stata fondamentale per aprire la mia mente e iniziare un percorso di maggiore consapevolezza di me, dei miei limiti, delle mie debolezze ma anche della mia forza, della mia capacità di mettermi in gioco e di relazionarmi con mondi e persone completamente diverse, se non opposte, per cultura e abitudini. Questo è stato un regalo di un valore immenso che mi ha permesso di acquisire quel bagaglio di esperienze che si è poi rivelato nella scrittura: ricordare alla perfezione i luoghi in cui avevo vissuto e in cui ho lasciato una parte di cuore, Djerba, Cuba, Parigi, è stata una sorpresa incredibile perché mi ha fatto rendere conto di quanto alcuni dettagli che credevo dimenticati fossero invece nitidamente conservati in un cassetto della mia memoria. Tutte le sensazioni immagazzinate mi hanno poi regalato quella capacità di immaginare e anche descrivere, ovviamente facendo approfondite ricerche, luoghi in cui ho scelto di ambientare i romanzi pur non essendovi mai stata. Miami Diaries infatti è ambientato in una città che non ho ancora visitato, anche se sogno di farlo presto. Per quanto riguarda le esperienze in generale, quindi sia le positive che le negative, credo fermamente che siano comunque formative, magari anche solo per comprendere quale sia la nostra direzione giusta e quale quella sbagliata perciò non butterei nulla, terrei assolutamente tutto perché è grazie al mio passato che sono diventata la persona e la scrittrice del presente.

    D- Pensieri della sera, io ti ho conosciuto lì con i tuoi aforismi e con la tua visione della realtà, in cui elargisci consigli e suggerimenti. Quanto vorresti che alcuni di questi accompagnassero la tua vita?
    R- Il mio intento non è quello di dare consigli e suggerimenti bensì quello di indurre chi mi legge a farsi domande, interrogarsi e ritrovare quel collegamento tra anima e testa che spesso si perde nella quotidianità e nelle cose da fare, da ottenere. Da buona socratica “so di non sapere” perciò posso solo esplorare la realtà dal mio punto di vista e aiutare i lettori a farlo con il proprio, senza suggerire come le cose dovrebbero essere perché tutto può essere vero come il contrario di tutto, dipende dal vissuto di ognuno. Rivelare a se stessi la propria fragilità, la propria interiorità e trovando le risposte dentro di sé è l’unico modo per trovare la strada più giusta, il consiglio o il suggerimento migliori. Io cerco di vivere la mia vita, le mie emozioni e sensazioni secondo il mio modo di essere, dopo un faticoso percorso di accettazione delle mie debolezze, delle mie paure e delle mie incertezze che, una volta portate alla luce, sono diventate un punto di forza, non più qualcosa da nascondere ma semplicemente da tutelare pur manifestandosi con serenità, perciò in linea di massima ciò che scrivo corrisponde in modo abbastanza fedele a ciò che realmente sono: un essere assolutamente emotivo, non più puro impulso come in passato ma bilanciata dalla serenità dell’equilibrio.

    D- Quali progetti futuri e quando i tuoi aforismi potremmo legarli alle mie poesie?
    R- Beh, di progetti ne ho sempre tantissimi, sono una pentola in continua ebollizione. Il primo è pubblicare la seconda edizione di Quell’anno a Cuba, il mio secondo romanzo, che spero di riuscire a fare entro giugno; poi vorrei far diventare L’Attimo Fuggente una rubrica radiofonica condotta da me e ho già avuto interessamento da un paio di emittenti anche se per ora è tutto in fase embrionale; dopo Civitavecchia ci sono ancora in programma altre due collettive di Pensieri per l’Arte: quella del 2 luglio all’Antico Liceo Artistico di Cagliari e quella ancora da definire, sia in termini di data che di luogo, dedicata ai pittori di Veneto e Friuli Venezia Giulia. Mentre il 25 sarò ospite della trasmissione “Non ci sono più soldi” condotta da Emanuele Franzoso su Reteconomy, canale 512 di Sky, nell’ambito di ArtWeek, una settimana dedicata all’arte per parlare di come le forme artistiche possano sopravvivere alla crisi e attraverso quali mezzi. Infine il comune di Vasto il 31 luglio mi ha invitata a fare una presentazione letteraria alla Sala Michelangelo di Palazzo d’Avalos, in pieno centro storico, durante il Festival della Transumanza artistica. Per quanto riguarda i miei aforismi e le tue poesie… dobbiamo rifletterci e trovare una possibile sinergia.

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