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    Baratto Amministrativo: pagare il fisco con i lavori socialmente utili, lo prevede lo ‘Sblocca Italia’

    Pubblicato l'8 luglio 2015 da Redazione.

    E’ un’eventualità introdotta dal decreto del governo lo scorso novembre. Spetta ora ai Comuni decidere se utilizzarla o meno.

    Il baratto amministrativo è già diventato realtà in diverse città italiane ed è già boom di richieste dei comuni.

    di Antonio Cacace.

    L’articolo 24 della legge 164 del 2014 c.d. Sblocca Italiarecita:

    “I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L’esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”.

    La legge quindi viene in aiuto di quei cittadini che non riescono a pagare le tasse all’amministrazione comunale di appartenenza, stabilendo che chi ha debiti col fisco o è impossibilitato a pagare i tributi può regolarizzare la sua posizione dando in cambio le proprie ore lavorative. I Comuni che vogliono usufruire della norma devono solo definire, attraverso una delibera, i criteri e le condizioni per la riqualificazione del territorio. Una volta emanata la delibera, i cittadini possono barattare tutta o parte della somma dei tributi da versare lavorando per riqualificare le zone urbane, dunque pulendo e abbellendo aree verdi, spiagge, piazze e strade ma anche l’ordinaria manutenzione, recuperando e riutilizzando edifici dismessi o assistendo, ad esempio, le scolaresche. Rendere più belle e pulite le propri città diventerebbe più facile, garantendo anche a chi ha difficoltà di far quadrare i conti mettendosi a posto col fisco non pagando le tasse.

    I vantaggi, quindi, sarebbero bilaterali, per le tasche dei cittadini e per le casse pubbliche. I cittadini vedrebbero i propri debiti quanto meno ridotti, i Comuni sfoltirebbero problemi che, per via dei continui tagli alle spese e al personale, non riuscirebbero comunque, spesso, a risolvere. Da non sottovalutare il valore educativo del baratto amministrativo – anche grazie al riciclo e riuso richiamati dalla norma – ben sottolineato dalla rubrica dell’articolo stesso: “Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio”.

    Se funzionerà o no non spetta a noi dirlo, sicuramente è un buon esercizio per far maturare quel senso civico che a molti manca, per vivere il nostro territorio in maniera sana, prendendosene cura come fosse casa nostra e, non per ultimo, per poter aiutare i comuni a garantire i servizi essenziali ai propri cittadini  nonostante i continui tagli dello stato centrale verso i comuni.

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