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    Inceneritore al Centro Chimico, Forum Ambientalista: Un’offesa all’intera popolazione

    Pubblicato il 3 marzo 2016 da Direttore.

    CIVITAVECCHIA – “Il solo concepire l’ipotesi di realizzare un inceneritore di armi chimiche al Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Santa Lucia che, vogliamo ricordarlo, insiste in un comprensorio in cui il pesante carico inquinante (a cui l’attuale attività del CETLI non è certo estranea) ha determinato inquietanti dati percentuali sulle malattie correlate all’esposizione ambientale, risulta un’offesa all’intera popolazione e a quanti con le proprie patologie, costituiscono il corpo sofferente di quelle tristi percentuali”.

    Lo afferma Simona Ricotti responsabile locale del Forum Ambientalista, associandosi ai tanti NO registrati in questi giorni rispetto alla paventata realizzazione di un ossidatore.

    “Nell’esprimere la nostra totale contrarietà all’installazione di un qualsiasi impianto industriale basato sulla combustione di qualsivoglia materiale, tanto più se questo è costituito da pericolosissime armi chimiche, riteniamo che anziché formulare tale sciagurate ipotesi i vertici del CETLI abbiano il dovere, in prima istanza, di informare la popolazione circa la tipologia dei materiali finora stoccati nel loro impianto, nonché avviare la caratterizzazione delle matrici terra, aria e acqua per verificare se vi siano dispersioni che possano alterare l’ambiente circostante e far comprendere come si intenda procedere con la non procrastinabile bonifica del sito che ci risulta, come riportato nell’ultima ‘Relazione sullo stato di esecuzione della convenzione sulle armi chimiche e sugli adempimenti effettuati dall’Italia‘ relativa all’anno 2014, gravemente deteriorato a causa dalla forte corrosione dovuta al ristagno dei prodotti chimici impiegati. Azioni – evidenzia la Ricotti – che riteniamo propedeutiche a qualsiasi proseguimento dell’attività del Centro, che comunque riteniamo sia assolutamente necessario riportare nei criteri delle procedure ordinarie al fine di garantire la doverosa trasparenza e consentire agli enti locali, ai cittadini e alle associazioni l’esercizio del diritto alla partecipazione previsto dalla legge.

    Chiediamo fin da ora alle Amministrazioni Comunali, certi di trovare orecchie capaci di ascoltare, di fare proprie tali istanze e convocare un immediato tavolo di confronto interistituzionale dove avanzarle ai Ministeri coinvolti; richiesta che avanziamo anche alle parlamentari del territorio, augurandoci che la totalità dei cittadini, delle forze politiche e sociali, si schierino, almeno questa volta, senza divisioni da un’unica parte: quella della salute e della tutela del territorio. E lo chiediamo anche in virtù dei diversi e numerosi atti comunali che sanciscono il divieto sul territorio di Civitavecchia di ogni forma di incenerimento, da ultime le delibere di Consiglio Comunale 134/2013 e 46/2015. Quando, durante la costruzione della centrale a carbone, insieme al Movimento No Coke ci recammo a Brindisi quei cittadini, con le lacrime agli occhi, riferendosi alla centrale ci dissero ‘non la fate accendere, dopo non sarete più in tempo’. Meditiamo – conclude la responsabile locale dell’associazione ambientalista – ed evitiamo che tristi protagonismi si alimentino del futuro dei nostri figli”.

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