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    Convegno dell’associazione ‘L’agone nuovo’ su omicido stradale e bullismo

    Pubblicato il 2 aprile 2016 da Direttore.

    Fra i relatori anche la Vice Preside dell’alberghiero di Ladispoli Lucia Lolli.

    ANGUILLARA – Omicidio stradale e bullismo, ma anche lotta al disagio giovanile e alla dispersione scolastica: questi i temi dell’incontro pubblico che si è svolto oggi presso i locali dell’Ex-Consorzio Agrario della cittadina del lago. Organizzato dall’Associazione Culturale “L’Agone Nuovo”, dal Comune di Anguillara e dal Lions Club del Distretto 108 il convegno è stato moderato dal Direttore del giornale “L’Agone” Luca Cesari.

    Nell’introdurre i lavori Giovanni Furgiuele, Presidente dell’Associazione “L’Agone Nuovo”, ha sottolineato la rilevanza degli argomenti oggetto del dibattito: “Lavoriamo da 23 anni su tutti i temi che riguardano la società civile e i suoi rapporti con il mondo politico. Il seminario di oggi è dedicato all’approvazione della Legge sull’omicidio stradale e della Legge regionale riguardante il contrasto al fenomeno del bullismo. L’Italia aveva bisogno di questi provvedimenti. Tuttavia siamo consapevoli del cammino che c’è ancora da compiere. Solo attivando tutte le possibili sinergie fra i soggetti della realtà locale e riunendo i saperi, le competenze e le conoscenze presenti sul territorio, potremo offrire ai cittadini una valida soluzione”.

    Ad aprire il dibattito, la discussione sul D.D.L. 859 (Omicidio stradale), definitivamente approvato dal Senato il 2 Marzo scorso, che vede l’inasprimento delle pene per chi provoca morti o feriti sulle strade. Per l’omicidio stradale è previsto il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio nei casi con aggravante (droga e alcool ‘pesante’).

    “L’omicidio stradale è legge e per me, – ha dichiarato l’Onorevole Emiliano Minnucci, membro della Commissione Trasporti della Camera – così come per tutti i familiari delle vittime e dei cittadini impegnati nelle Associazioni che si sono battute su tale questione, è una grande soddisfazione. E’ stato un successo importante anche per tutti quelli che hanno lavorato per giungere a questo obiettivo che possiamo tranquillamente dire, senza enfasi, può valere un’intera legislatura. Questa norma permette due precise risposte: da un lato, rende giustizia alle vittime dei pirati della strada, a tutti coloro cioè che hanno subito un danno fisico o nei loro affetti più cari; dall’altro, sviluppa un’azione concreta di deterrenza, poiché questa normativa tanto attesa si pone anche un compito pedagogico ed educativo”.

    Apprezzamento per l’approvazione della Legge condiviso anche dall’Avv. Domenico Musicco, Presidente dell’AVISL (Associazione Vittime Incidenti Stradali). Pasquale Maria Amantea ha spiegato, poi, gli aspetti tecnico-normativi del provvedimento, mentre il Dott. Giuseppe Barletta, Dirigente Area Sert dell’ Asl Rm 4, ha approfondito in modo particolare il tema del tasso alcolemico e della sua misurazione. Ha preso quindi la parola Federico Ascani, Consigliere di Roma Città Metropolitana, che ha sottolineato l’importanza di un lavoro di prevenzione che deve coinvolgere tutti i soggetti istituzionali e le ‘centrali educative’. Giuseppe Quintavalle, Direttore generale dell’Asl Rm 4, ha ribadito l’importanza delle campagne di sensibilizzazione e del ruolo della scuola.

    La seconda parte del convegno ha riguardato il tema del bullismo. L’Avv. Silvia Gelso ha spiegato il profilo giuridico e gli aspetti normativi del fenomeno, soffermandosi sull’elemento dell’imputabilità del minore e sulle possibili misure sanzionatorie. La Dott.ssa Carola Celozzi, Dirigente del Centro Salute Mentale Asl Rm 4, ha invece affrontato l’argomento del disagio psicologico del bullo, approfondendone le caratteristiche ricorrenti. Tema centrale e occasione del dibattito è stata la recente approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio della Proposta di Legge 202/2016, di cui il Consigliere Regionale Massimiliano Valeriani è stato promotore e primo firmatario. ‘Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo’: questo l’intento dei legislatori che hanno deciso di sostenere iniziative, attività e progetti di Educazione alla Legalità, prevedendo uno stanziamento di circa 750mila euro nel prossimo triennio. A richiederlo sono preoccupanti dati emergenti dalle più recenti ricerche sul fenomeno in ambito scolastico.

    Per “bullismo”, hanno ricordato i relatori, si intende un comportamento offensivo e vessatorio nei confronti di un coetaneo, caratterizzato da intenzionalità, persistenza nel tempo e asimmetria nella relazione. Negli Istituti Superiori il 33% degli studenti del campione esaminato ne è vittima, mentre il 45% ne è spettatore. Recenti studi dell’Osservatorio Regionale sul bullismo hanno rilevato, inoltre, che nel Lazio il fenomeno ha raggiunto una diffusione pari al 41,5% degli alunni delle Scuole Elementari e Medie. Il dato più alto tra le cinque province è proprio quello della Capitale con il 45,7%: quasi uno studente su due. Nel discorso rientra anche il ‘bullismo digitale’: lo dicono, di nuovo, i dati statistici. Basti pensare alla recente Ricerca condotta sul “cyberbullismo” dal Censis e dalla Polizia Postale. Per il 77% dei Presidi delle Scuole italiane Medie e Superiori Internet è l’ambiente in cui avvengono più frequentemente fenomeni di bullismo. E nel 51% dei casi accaduti, i Dirigenti Scolastici si sono dovuti rivolgere alle Forze dell’Ordine. L’aggravante, in questo caso, è da ricondurre alla mancata percezione del rischio da parte dei genitori. Per un Preside su due, infatti, la difficoltà maggiore è proprio quella di renderli consapevoli della gravità del fenomeno, che viene facilmente derubricato a semplice “scherzo fra ragazzi”. Essendo gli adulti perlopiù esclusi dalla vita on-line degli adolescenti, gli episodi di cyberbullismo risultano, inoltre, molto più difficilmente individuabili rispetto a quello di bullismo tradizionale.

    “Siamo felici oggi di spiegare ai cittadini questa Legge, – ha dichiarato il Consigliere Regionale Valeriani – si tratta di un Progetto pilota della Regione Lazio, il primo in Italia. Ora è necessario applicarla, renderla efficace ed operante, in altri termini farla vivere sul territorio. Ne va del futuro delle giovani generazioni”.

    “Il fenomeno del bullismo presenta una forte complessità, – ha sottolineato la Prof.ssa Lucia Lolli, Vicepreside dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli – sia a livello di definizione che di dinamica reale degli eventi, poiché non include azioni negative occasionali fatte per scherzo o per un impeto di rabbia, ma viene usato come una specie di script, cioè come una sequenza, tutto sommato abbastanza stereotipata, nella quale gli attori svolgono ruoli stabiliti (bullo, vittima, osservatore, sostenitore del bullo, difensore della vittima). La garanzia del successo formativo contro questo fenomeno non può prescindere dall’inclusività come obiettivo categorico per tutti gli alunni che presentino una qualsiasi difficoltà legata alla condizione socio-economica, culturale o linguistica. Obbedendo al principio della sussidiarietà, l’iniziativa della Regione Lazio è senza dubbio notevole e denota la giusta attenzione ad un fenomeno che la scuola fatica a gestire e che, tra le conseguenze, annovera la dispersione scolastica. Se non vogliamo che l’inclusività resti soltanto una bella parola, dobbiamo favorire un generalizzato rinnovamento di mentalità, coinvolgendo gli studenti e le loro famiglie in iniziative legate alla nello stesso tempo alla scuola e alla vita del territorio. In poche parole c’è bisogno di una vera e propria ‘rivoluzione culturale’. Una rivoluzione che all’Istituto Alberghiero di Ladispoli è già cominciata”.

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