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    All’alberghiero “Mettici la testa”, il ciclo di incontri sull’educazione alla legalità

    Pubblicato il 18 maggio 2016 da Direttore.

    LADISPOLI – Promuovere la cultura della legalità, favorire una solida educazione al senso civico, insegnare il valore profondo del rispetto delle regole, diffondere i valori della cittadinanza e della democrazia, questi gli obiettivi degli incontri che si sono svolti presso l’Istituto Alberghiero e conclusi ieri che hanno avuto come relatori esponenti della Polizia Stradale, dei Carabinieri e della Polizia Postale. Da diversi anni l’Istituto professionale di via Federici è impegnato in un’estesa azione educativa di formazione e prevenzione sui temi della legalità, nella convinzione che la prima palestra della convivenza civile sia proprio lo spazio della comunità scolastica.

    “Siamo persuasi – afferma il Prof. Renato D’Aloia, Docente di Ricevimento dell’Alberghiero e coordinatore del Progetto – che la scuola, in collaborazione con ogni altra Istituzione competente, debba ricercare e valorizzare senza sosta le occasioni più propizie per avviare un processo di sempre più diffusa educazione alla legalità, come presupposto etico e culturale di una ferma contrapposizione a tutti i fenomeni e comportamenti antisociali”.

    Ad aprire il ciclo di incontri è stata la Polizia Stradale con l’Ispettore Maria Luisa Di Fabio e i Sovrintendenti Andrea Ceccarelli e Vincenzo Radicchi della Caserma di via Settevene Palo (Cerveteri) che hanno affrontato il tema della sicurezza sulla strada, sottolineando gli importanti passi avanti compiuti grazie all’inasprimento della normativa sanzionatoria per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (Legge n. 41/2016). Gli agenti hanno spiegato agli studenti, con una dimostrazione pratica, il funzionamento dei più utilizzati dispositivi di controllo (il precursore e l’etilometro), mostrando successivamente alcune sequenze della campagna ‘Mettici la testa’, il programma sulla sicurezza stradale ideato e prodotto da RaiEducational in collaborazione con Autostrade per l’Italia.

    Il secondo incontro sui temi della legalità ha visto interlocutori i Carabinieri con il Luogotenente Roberto Izzo, Comandante della Stazione di Ladispoli e il Tenente Roberto Lacatena, Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Civitavecchia, che hanno illustrato agli studenti le diverse attività dei vari reparti dell’Arma, sia a livello di repressione dei fenomeni di macro e microcriminalità, sia a livello preventivo. I due relatori si sono soffermati su temi quanto mai attuali come il bullismo, il contrasto al consumo e alla diffusione di sostanze stupefacenti, la violenza di genere, i crimini informatici, le novità introdotte in materia di sicurezza stradale.

    Il comandante Lacatena, rivolgendosi agli studenti, ha insistito ripetutamente sulla necessità non solo di perseguire tenacemente valori quali la dignità, il rispetto delle regole e la legalità, ma anche di proteggerli e difenderli senza sosta, una volta acquisiti, svolgendo un ruolo attivo ed evitando di rifugiarsi nelle pieghe del qualunquismo.

    Hacking, Phishing, eCommerce, Spamming, Cyberstalking, uso improprio dei social network: i settori sempre più delicati in cui opera la Polizia Postale che ieri ha incontrato gli studenti dell’Alberghiero affrontando soprattutto il tema del cyberbullismo. Un argomento scottante di grande attualità come evidenziano i dati statistici. La recente Ricerca condotta dal Censis e dalla Polizia Postale ha messo in luce che per il 77% dei Presidi delle Scuole italiane Medie e Superiori, Internet è l’ambiente in cui avvengono più frequentemente fenomeni di bullismo e nel 51% dei casi accaduti i Dirigenti Scolastici si sono dovuti rivolgere alle Forze dell’Ordine. L’aggravante, in questo caso, è da ricondurre alla mancata percezione del rischio da parte dei genitori. Per un Preside su due, infatti, la difficoltà maggiore è proprio quella di renderli consapevoli della gravità del fenomeno, che viene facilmente derubricato a semplice ‘scherzo fra ragazzi, scherzo dalle conseguenze spesso tragiche come in casi saliti alla ribalta delle cronache nazionali e non solo. Essendo gli adulti perlopiù esclusi dalla vita on-line degli adolescenti, gli episodi di cyberbullismo risultano molto più difficilmente individuabili rispetto a quelli di bullismo tradizionale.

    Di fronte ad una platea attentissima di studenti, Emiliano Farascioni e Giorgio Aureli della Polizia Postale hanno parlato delle insidie di Facebook (ricordando che la penetrazione del principale social network è vicina ormai al 50% della popolazione mondiale), dei rischi di collegarsi a una rete wi-fi “aperta”, del significato di un “Internet Protocol Address” (IP).