• lunedì, 1 giugno - 23:31

    #VoxPopuli – La commozione non salva vite

    Pubblicato il 28 maggio 2016 da Redazione.

    di Marcello De Angelis.

    Il Messaggero è una prestigiosa testata giornalistica, la cui linea editoriale è sempre stata catalogata come moderatamente di sinistra. L’elemento di moderazione è costituito dal legame della famiglia che ne detiene la proprietà con i partiti del centro cattolico e in particolare con Casini, ma anche da una andreottiana “equivicinanza” con Vaticano e comunità ebraica romana. Nel gergo politico-giornalistico c’è chi lo definisce un giornale “catto-comunista”.

    Insomma, non è un giornale vicino alle posizioni trinariciute di Salvini o che possa essere considerato simpatizzante delle “destre populiste” (ammesso e non concesso che qualcosa del genere esista fuori dall’immaginazione dei “politologi” di sinistra).

    Eppure il giorno 28 scorso, Il Messaggero apriva la prima pagina con il drammatico titolo: “Caos migranti, non c’è più posto”. Nel catenaccio il titolista ci informava che secondo il Viminale “l’accoglienza è vicina al collasso”, ma l’Italia era commossa dalle immagini della piccola orfana di Lampedusa. Così come, aggiungeremmo noi, l’Europa intera aveva pianto alla vista del corpicino senza vita del bambino siriano affogato circa un anno fa.

    La foto divenne un simbolo e turbò l’anima di tutti. Per una settimana. Da allora non è cambiato nulla e centinaia di altri sono morti.

    Il Viminale, che sarebbe il ministero degli Interni e cioè il governo, in realtà già due anni fa (nel 2014) annunciava che la rete di accoglienza italiana era al collasso. L’Unione europea promise soldi su soldi e il governo si lasciò convincere a dimenticare il proprio stesso allarme.

    A ottobre del 2015 i membri dell’Unione europea si sono incontrati con le delegazioni delle organizzazioni internazionali e africane a Malta e hanno prodotto un rapporto in cui erano tutti d’accordo che i soldi usati per l’accoglienza sono sprecati, che l’accoglienza divenuta impossibile e che l’unica soluzione è fermare il flusso di migranti (ossia il traffico di esseri umani) e usare piuttosto i soldi per rimpatriare quelli già arrivati e creare condizioni di sopravvivenza nei Paesi di origine. Passato quasi un anno, nulla è stato fatto.

    In conclusione. Se l’Unione europea e i governi nazionali non fossero condizionati da un approccio folle ed ideologico (una visione boldriniana del mondo, per capirci) qualcosa di razionale sarebbe già stato fatto da anni e decine di migliaia di vite sarebbero state salvate, sarebbe stato possibile accogliere e integrare centinaia di famiglie che necessitavano asilo, si sarebbero create condizioni di sicurezza e sopravvivenza dall’altro lato del Mediterraneo e la situazione sociale e politica europea non sarebbe a rischio di esplosione.

    Si parla sui media di “emergenza sbarchi” dagli anni Novanta. Una emergenza dura sei mesi, se dura da più di 20 anni significa che chi doveva risolverla non ha la capacità (o più probabilmente la volontà) di affrontarla.

    I boldrinisti aspettano la prossima inevitabile immagine commovente (bimbo affogato, madre in lacrime, disperati respinti alla frontiera…) per rinfocolare la retorica che ottunde i sensi e spegne i cervelli e per sostenere – con una faccia di bronzo veramente unica – che quelle sofferenze non sono colpa di chi esporta la guerra e l’insicurezza, di chi fa commercio lucroso di essere umani, di chi usa questo “bombardamento umanitario” per mettere politicamente e economicamente in ginocchio l’Europa, bensì di chi dice che sono stati superati i limiti oltre i quali nessuno sarà più in grado di affrontare e gestire questa inondazione.

    E forse è già troppo tardi.

    ‏@deangelismarce

    l

  • Partecipazioni e

    Necrologi online

    Il servizio è attivabile da computer, tablet e smartphone con estrema comodità. Anche chi lavora e vive in altre città d'Italia e all'estero potrà tenersi informati sugli eventi luttuosi.

    Tel 328/2307777 mail:

    redazione@lavocedelpopolo.net