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    Enel, Grasso (LS): Necessario fare fronte comune a salvaguardia delle imprese locali

    Pubblicato l'8 luglio 2016 da Direttore.

    “Semplice trasferimento dei dipendenti non può essere una soluzione”.

    CIVITAVECCHIA – “Il clima ed i ‘buoni propositi’ enunciati ieri al tavolo dell’occupazione e dello sviluppo incentrato sugli appalti Enel fanno ben sperare. Condividiamo l’approccio del Sindaco Cozzolino ed il cronoprogramma che indica i primi passi operativi da compiersi entro fine mese. E’ evidente che, partendo dai dati comunicati da Enel, l’obiettivo deve essere di ridurre ulteriormente quel 20-25% di commesse che vengono assegnate ad imprese non di Civitavecchia, passando certamente per la formazione professionale, ma – nell’immediato – ponendo in essere quelle clausole o quelle azioni che legittimamente la spa elettrica potrebbe utilizzare senza aumento di costi e mantenendo gli impegni presi fin dal 2003 a salvaguardia dell’imprenditoria locale”.

    Lo dichiara il capogruppo della Svolta in consiglio comunale Massimiliano Grasso.

    LA-SVOLTA-MASSIMILIANO-GRASSO-(5)_0“Da Enel si attendono ora risposte concrete anche rispetto ai punti posti dalle associazioni di categoria, in particolare si condividono quelli proposti dalla Cna, sia sulle qualifiche, sia sulla ‘last call’ per cercare di garantire, a parità di prezzo offerto e condizioni sulle singole commesse, una sorta di prelazione alle imprese locali. Bisogna tenere conto che apparirebbero inaccettabili e soprattutto non qualificabili come ‘difesa dell’occupazione locale’ soluzioni che si limitassero a prevedere il trasferimento delle maestranze da un’impresa all’altra, nel caso di commesse assegnate a ditte non del territorio, come avviene ad esempio nel settore delle pulizie. E’ impensabile che Enel possa considerare dei numeri anche gli operai specializzati che operano nel suo più grande impianto Italiano, alle dipendenze di ditte che hanno sempre offerto ad Enel risposte positive in termini di puntualità, professionalità e competitività in linea con gli standard attesi dall’azienda elettrica.

    Queste maestranze hanno maturato presso le proprie aziende anzianità che arrivano anche ad oltre trenta anni e le aziende hanno contribuito alla loro formazione tecnica, della sicurezza, decisionale, organizzativa, investendo sulla formazione necessaria per operare all’interno della centrale di Tvn. Per una azienda il capitale umano è e deve essere anche più importante di mezzi ed impianti. Privare una impresa delle proprie risorse principali, facendogli togliere una tuta per indossarne un’altra e pensare di aver risolto i problemi del lavoratore dimostrerebbe poca attenzione al problema di carattere generale dell’imprenditoria locale e una miopia anche per il problema sociale e occupazionale a medio termine, con lavoratori che passerebbero da contratti a tempo indeterminato ad assunzioni a termine per poi tornare disoccupati, vanificando al tempo stesso gli sforzi tecnici, formativi ed economici che l’azienda ha profuso negli anni, lasciandola inoperosa.

    Per questo oggi si deve fare fronte comune evitando che Enel possa riproporre, mascherandola con tanti buoni propositi, la politica adottata durante la trasformazione a carbone, quando sbandierando la piena occupazione della manodopera locale ha in realtà ridotto al fallimento la maggior parte delle aziende locali coinvolte, a loro volta incapaci di non soggiacere al ‘divide et impera’ della spa”.

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