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    Elezioni Usa: Ecco perché ha vinto il «trumpismo»

    Pubblicato il 9 novembre 2016 da Redazione.

    «È tecnicamente impossibile che vinca», dicevano imprudentemente i più. E invece Donald Trump ce l’ha fatta: nella sua cavalcata trionfale c’è tutta l’essenza dell’American Dream.

    di Alessandro Nardone.

    Il passo da The Apprentice alla Casa Bianca pareva impossibile, eppure lui, Donald Trump, ce l’ha fatta.

    Piaccia o meno, nella sua cavalcata trionfale c’è tutta l’essenza dell’American Dream: prima la vittoria delle primarie repubblicane, profittando delle divisioni del GOP, e soffiando astutamente sul fuoco del malcontento, che ardeva sotto le ceneri in attesa di divampare una volta che il vento si fosse alzato. Poi le elezioni, quelle vere.«È tecnicamente impossibile che vinca», dicevano imprudentemente i più, anche alle nostre latitudini, nonostante si stessero ancora leccando le ferite della Brexit.

    E invece eccolo qui, The Donald, a sbaragliare Hillary, la candidata più unfit che i democratici potessero scegliersi.  Qui al Jacob Javits Center di New York, che sta ospitando l’Election Night di Hillary Clinton, il clima è stato da subito surreale, sin dall’inizio si capiva che le cose non andassero come tutti invece si aspettavano. Facce tese, bocche cucite e l’evidente imbarazzo che si leggeva nelle frasi di circostanza con cui politici e membri dello staff rispondevano ai cronisti giunti qui da mezzo mondo. Aspettiamo, vediamo, è ancora presto.  Intanto, sui videowall, uno dopo l’altro sempre più Stati prendevano a colorarsi di rosso. Non soltanto le roccaforti repubblicane, ma anche i cosiddetti swing States: Ohio, Florida e persino la Pensilvania, dove soltanto ieri sera al fianco di Hillary si sono avvicendati Bon Jovi, Springsteen, Barack e Michelle Obama.

    Tutto inutile, contro la maggioranza silenziosa che in barba ai sondaggi è andata in massa a votare per il tycoon newyorkese, a dimostrazione di quanto poco contino gli endorsement, sia che arrivino da personaggi dellostar system, che da un presidente carismatico come Obama, financo alle testate giornalistiche. Principio che vale anche al contrario, visto che gran parte dei “Colonnelli” del partito repubblicano ha preso pubblicamente le distanze dall’indesiderato frontrunner.

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