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    #VoxPopuli: Salari bassi e crisi del lavoro. Conoscete l’articolo 46 della Costituzione?

    Pubblicato il 4 febbraio 2017 da Redazione.

    di Marcello De Angelis.

    Sul bel programma di “Presa diretta” di sabato 4 febbraio Rai3, il primo servizio parla della situazione catastrofica dei salari in Italia, con cifre che fanno tremare, sia che si parli dei lavoratori di base che per i professionisti e laureati. Il secondo, da incubo, parla del nero, della mancanza di tutela, di garanzie, dei voucher che mascherano il nero, dei ricatti ai quali devono piegarsi i lavoratori occasionali che in alcuni settori sono più dll’80%.

    Il terzo servizio è solare e positivo. Ma non parla dell’Italia, ma della Svezia. Lì gli stipendi crescono ogni anno, c’è piena occupazione, salgono i consumi, la competitività e il Pil. Il servizio ci fa capire che è perché lassù, ci sono sindacati fortissimi e pervasivi a cui aderiscono otto lavoratori su dieci. Il non detto è “invece qui i sindacati non contano più nulla e per questo siamo in crisi”. Accettabile, in fin dei conti è la Terza rete della Rai. Poi ecco le interviste e lo stupore dell’intervistatore quando i sindacalisti gli dicono che i sindacati in Svezia, siedono nei consigli di amministrazione, condividono le strategie, hanno un filo diretto col governo e fanno parte di un consiglio del quale fanno parte i rappresentanti delle categorie, che, tutti insieme animati dal comune interesse della crescita della Svezia e del benessere di tutti gli svedesi, pianificano le strategie economiche e le politiche del lavoro.

    E qui casca l’asino. Perché noi, in Italia, nella costituzione varata nel 1948, abbiamo un articolo, il 46, che prevede la partecipazione dei lavoratori ai profitti e alla gestione delle aziende. Ma non è mai stato applicato. E esiste costituzionalmente anche Il Cnel, che doveva essere esattamente quel consiglio di programmazione economica al quale partecipavano tutti i settori produttivi. E l’Italia è stata, nella storia, la nazione occidentale con i sindacati più forti. Le numerose proposte di legge per una piena applicazione dell’articolo 46 (io solo ne ho firmate almeno due), non sono mai state calendarizzate. Forse perché la richiesta faceva parte del programma del Movimento sociale italiano, sin dalla sua fondazione. E ora che mi viene in mente, nella proposta di riforma costituzionale del governo Renzi bocciata dal referendum c’era anche l’abolizione del Cnel (che forse sarebbe il caso di riformare, visto che è usato come cimitero degli elefanti, ma perché abolirlo?).

    Un’ultima considerazione: ma i realizzatori di questo programma oggettivamente ben fatto e che fanno giustamente questi programmi di denuncia del precariato, sui lavoratori sottopagati, sui professionisti pagati al di sotto delle proprie qualifiche, sono al corrente che la Rai, l’azienda pubblica più grande d’Italia è anche la più grande fabbrica di precariato, con sperequazioni nei compensi da film dell’orrore?

    Nei cinque anni in cui sono stato membro della commissione di vigilanza Rai ho sottoposto lo stesso quesito a ben tre direttori generali che si sono avvicendati alla guida del servizio pubblico. Non ho mai avuto una risposta.

    ‏@deangelismarcel

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