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    Pesca alla trota, Storace con Allumiere e Tolfa per il mancato ripopolamento ittico del fiume Mignone

    Pubblicato il 10 marzo 2017 da Redazione.

    Salta così l’apertura della pesca alla trota, attesa da migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Storace presenta un’interrogazione a Zingaretti e all’assessore Hausmann.

    Il Vicepresidente del Consiglio regionale: “tale evento avrebbe generato a favore dei Comuni di Allumiere e Tolfa un movimento economico rilevante considerato il numero elevato di pescatori provenienti da tutte le Regioni d’Italia”.

    REGIONE LAZIO – Cosa ha impedito quest’anno il ripopolamento ittico delle acque del fiume Mignone? Come si intende sopperire a questa mancanza? Sono queste le questioni poste in un’interrogazione presentata da Francesco Storace, capogruppo regionale del Movimento Nazionale, all’indirizzo del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, e dell’assessore alla Pesca, Carlo Hausmann.

    Sbarcano così alla Pisana le criticità emerse nel corso d’acqua che segna il confine fra la Provincia di Roma quella di Viterbo. Infatti, il mancato ripopolamento ittico ha fatto saltare l’apertura della pesca alla trota, che avviene l’ultima domenica di febbraio. Si tratta di un evento molto atteso da migliaia di pescatori, dai quali, ha ricordato Storace nell’interrogazione, “la Regione Lazio percepisce ingenti risorse economiche dal rinnovo delle licenze”.

    Anzi, questa presunta inefficienza dell’ente avrebbe generato persino un danno. Perché, secondo quanto sostenuto dal Vicepresidente del Consiglio regionale al Giornale D’Italia, “tale evento avrebbe generato a favore dei Comuni di Allumiere e Tolfa un movimento economico rilevante considerato il numero elevato di pescatori provenienti da tutte le Regioni d’Italia”.

    Eppure le competenze in materia di caccia e pesca, unitamente al personale, sono state trasferite a partire del 3 marzo dello scorso anno dalla Città metropolitana alla Regione Lazio per effetto dell’articolo 7 della Legge di Stabilità regionale 2016.

    Ma non è finita qui. Secondo il quotidiano telematico Civonline, e come riportato anche da Storace nell’interrogazione, “la Città Metropolitana ha reso disponibile alla Regione Lazio, fin dalla data del subentro e senza alcuna interruzione, gli incubatori ittici di Anguillara Sabazia e di Jenne, destinati proprio all’allevamento ittico ai fini del ripopolamento”.

    Inoltre, si legge ancora nel testo, “la Città Metropolitana ha autorizzato l’uso dei beni mobili strumentali allo svolgimento delle funzioni, provvedendo, tra l’altro, ad anticipare le spese amministrative, per le utenze elettriche e i mangimi, indispensabili per il compiuto funzionamento delle strutture”.

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