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    Mozione di ‘Tolfa cambia’ per dire NO al conferimento dei rifiuti di Roma capitale in collina

    Pubblicato il 25 maggio 2017 da Direttore.

    TOLFA – La lista Civica Tolfa Cambia ha presentato al sindaco e al segretario comunale una mozione, che verrà discussa nel Consiglio Comunale di lunedì, nella quale si indica la ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di conferimento rifiuti nel proprio territorio.

    “La comunità Tolfetana – dichiarano dal gruppo consiliare della lista civica Mario Curi, Ramona Vittori e Sharon Carminelli – sta cercando di superare la crisi economica puntando sull’ambiente, i prodotti tipici locali, il turismo e la cultura: quindi auspichiamo che l’intero Consiglio Comunale approvi la mozione proposta. Siamo pronti alla mobilitazione, insieme agli altri Consigli Comunali, per scongiurare eventuali decisioni assunte sulla testa dei nostri cittadini”.

    Il testo della mozione.

    “PREMESSO: che alcuni giorni or sono i Sindaci dei Comuni dell’area metropolitana di Roma Capitale hanno ricevuto la nota (prot. 601767 del 20/04/2017 e prot. 64095 del 02/05/2017) avente ad oggetto: “individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti” con la quale viene richiesto agli stessi di “fornire una mappatura delle aree idonee e non idonee per il posizionamento degli impianti di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti, da poter mettere a disposizione delle amministrazioni locali e statali”;
    che alla nota di cui sopra viene allegata una tavola geografica della Città Metropolitana nella quale vengono riportati tutti i vincoli esistenti sul territorio, riferiti al PTPR regionale vigente e dalla quale emergono aree c.d. “Bianche” potenzialmente idonee ad accogliere gli impianti di trattamento, recupero e smaltimento testé citati;
    che in detta nota sono presenti espliciti riferimenti a pratiche di trattamento rifiuti non virtuose, quali l’incenerimento (in particolare laddove si riportano i fattori di attenzione progettuale per impianti di trattamento termico, ovverosia inceneritori alias termovalorizzatori) ed ancora l’individuazione di cave dismesse, di siti militari e centrali termoelettriche in disuso da utilizzare per una impiantistica non ben definita;
    che la comunicazione in questione, ancorché il lavoro retrostante alla sua redazione, appare fare riferimento ad una concezione della gestione dei rifiuti obsoleta, che non tiene minimamente conto delle normative italiane ed europee che impongono una ben determinata gerarchia nella gestione dei rifiuti;
    che tale gerarchia di gestione prevede come ultimissima opzione lo smaltimento in discarica e l’incenerimento, pratiche che, secondo le norme UE, diventeranno di fatto vietate, in considerazione che ciò che può essere recuperato come materia non potrà essere conferito in discarica o incenerito mentre l’unica pratica per il trattamento dei rifiuti non potrà che basarsi sulla riduzione della produzione dei rifiuti, il recupero delle materie prime seconde, il riciclo ed il riuso.
    ATTESO che l’emergenza rifiuti, nella Capitale, ha ormai raggiunto un livello insostenibile, creando forti disagi in numerosi quartieri della città, dove la raccolta avviene a rilento e in molti casi senza cadenza giornaliera e di conseguenza l’obiettivo indicato dall’amministrazione guidata dal Movimento 5 Stelle e dalla sindaca, Virginia Raggi, di portare la raccolta differenziata al 70% entro il 2021 appare alquanto irrealistico da perseguire viste le attuali condizioni;
    che più in generale per il Movimento 5 Stelle a Roma, come nella stessa Civitavecchia, si è potuto riscontrare come alla prova di governo sul tema dei rifiuti manca una strategia, politica e amministrativa, volta a risolvere strutturalmente i problemi legati alla gestione, al riciclo ed allo smaltimento.
    CONSIDERATO che a seguito del documento citato nelle premesse sulla “individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti” molti comuni dell’Area Metropolitana di Roma hanno già evidenziato la loro contrarietà all’ipotesi di accogliere sui rispettivi territori i rifiuti provenienti dalla città di Roma;
    che il problema dei rifiuti di Roma non può risolversi scaricando i disagi sui Comuni dell’Area metropolitana, bensì con un piano di raccolta e smaltimento più articolato e autosufficiente che tenga conto del principio di prossimità, peraltro previsto dalla legge, secondo cui i rifiuti vanno smaltiti dove si producono e che includa numerosi altri fattori, carenti nella nota oggetto della mozione, ad iniziare dall’impatto ambientale.
    Il gravissimo danno all’ambiente ed alle prospettive di sviluppo economico che comporterebbe la realizzazione sul nostro territorio comunale di una megadiscarica al servizio della capitale
    Tutto ciò premesso il Consiglio Comunale di Civitavecchia
    IMPEGNA il Sindaco e la Giunta ad inviare un immediato riscontro alla nota prot. 601767 del 20/04/2017 e prot. 64095 del 02/05/2017 avente ad oggetto: “individuazione delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti” che contenga i seguenti indirizzi indicati dallo stesso Consiglio Comunale:
    1) esplicita contrarietà, così come già deliberato da altri Comuni dell’Area Metropolitana, alla disponibilità ad accogliere sul territorio del Comune di Tolfa e di tutto il territorio dei Monti della Tolfa i rifiuti provenienti dalla Capitale, stante le motivazioni espresse nei tre punti precedenti”.

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