• domenica, 29 marzo - 05:38

    Corso di formazione della ASL RM4 sulla responsabilità degli operatori sanitari

    Pubblicato il 9 giugno 2017 da Direttore.

    BRACCIANO – Si terrà lunedì 12 Giugno presso il centro Polifunzionale un seminario sulla responsabilità degli operatori sanitari. L’obiettivo è quello di analizzare le novità previste dalla legge 24 dell’8 marzo 2017 in materia di sicurezza delle cure e responsabilità degli Operatori Sanitari. Responsabile scientifico del corso il Direttore generale della Asl Roma 4, Dott. Giuseppe Quintavalle. Relatori del corso il Dott.Franco Albè (responsabile UOS Risk Management), il Dott. Rocco Blaiotta (Presidente IV sez. Corte Cassazione di Roma), il Dott. Antonio Carbone (Direttore sanitario Polo Ospedaliero Cv/Br), il Prof.Domenico Carnì (Presidente responsabile Regione Lazio AMPO-ASCOTI-FIALS-MEDICI), l’Avv. Valentina Mori(Ufficio Avvocatura Asl Rm F) e l’Avv. Massimiliano Parla (Presidente Scudomed).

    Nell’ambito del corso sarà esaminata la normativa relativa alla trasparenza delle Strutture Sanitarie Pubbliche e Private e in particolare, le norme riguardanti il monitoraggio, la prevenzione e la gestione del rischio clinico con particolare riferimento ai nuovi Organismi regionali e Nazionali preposti. Particolare attenzione verrà data alla spiegazione del nuovo regime di responsabilità sia in materia civile che penale e degli strumenti giudiziari per la tutela delle vittime del medical malpractice, il termine anglosassone che tradotto in italiano può significare, a seconda dei casi, abuso o illecito o negligenza o imperizia.

    Nella malpractice sanitaria si riconoscono:

    • diagnosi inadeguata. La mancata corretta diagnosi di una determinata patologia può determinare un aggravamento delle condizioni di salute del Paziente, un peggioramento della sua qualità di vita, ed un incremento dei costi sostenuti. Si configura questo scenario quando il Paziente viene trattato per una patologia che non ha, oppure quando viene trattato inadeguatamente o in maniera insufficiente per una patologia che ha.
    • competenza inadeguata. Quando la struttura sanitaria o il professionista, essendo consapevoli di non avere a disposizione la competenza o
    • la strumentazione che garantiscano il più efficace trattamento della patologia del Paziente, effettuano procedure o trattamenti (spesso di tipo chirurgico) che possono compromettere il risultato clinico finale.
    • mancanza di adeguato trasferimento di informazioni al Paziente. Tradizionalmente, il consenso informato viene inteso come un modulo da far firmare al Paziente. Nella realtà, la deontologia medica impone che il consenso sia costituito da un adeguato e prolungato colloquio clinico tra Paziente e Medico, nel corso del quale il professionista deve trasferire tutte le informazioni utili affinché il Paziente possa pienamente comprendere il proprio stato di salute, le opzioni di trattamento praticabili, le complicanze prevedibili, ed i risultati attesi; il colloquio deve infine concludersi con la registrazione della firma del Paziente su uno specifico modulo. Il Paziente deve essere messo nella condizione di prendere consapevolmente le proprie decisioni in relazione ad ogni atto medico (fanno eccezione le emergenze mediche, in quanto il paziente non può essere cosciente o coerente).

    Il corso verterà anche sull’azione di rivalsa della Struttura nei confronti del dipendente, e all’importanza dell’assicurazione obbligatoria per le strutture Pubbliche e Private per tutti gli operatoti Sanitari.

  • Partecipazioni e

    Necrologi online

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