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    Grido di dolore e di aiuto di una mamma ‘alienata’ dall’affetto di suo figlio

    Pubblicato il 14 giugno 2017 da Direttore.

    COMPRENSORIO – Diritti e giustizia… un connubio che non sempre va a braccetto ed è questo il caso di cui vogliamo parlare oggi. Un caso ‘anomalo’ verrebbe da dire visto che sempre più di frequente sentiamo storie di padri che si sentono appunto ‘alienati’ dalla vita dei propri figli in seguito a Risultato immagine per madre e figlio allontanatiseparazioni sempre più burrascose e che vedono proprio i figli i principali capri espiatori di battaglie sanguinolente infinite a colpi di carte bollate che si consumano con ferocia in asettiche aule di tribunale dove ‘uomini o donne di giustizia’, che spesso non conoscono (non certo per colpa loro ma così va la Giustizia italiana) il vissuto delle coppie, le storie di ciascuno e le vicende che animano le vite di quanti sono in procinto di separarsi, intraprendono percorsi che vanno nella direzione di sentenze non sempre coerenti con la realtà degli affetti e dei fatti. Certo in primis si pone avanti tutto la tutela dei minori, ma bisognerebbe anche guardare e vagliare con oculatezza i contorni e le segnalazioni provenienti dal genitore che si sente offeso e/o leso nei propri diritti, a maggior ragione se supportato da evidenze di esperti super partes che ne certificano in talune circostanze un fondo di veridicità.

    Dopo questa premessa necessaria, raccontiamo la storia di una mamma disperata, addolorata, sfinita ed impotente di fronte ad una giustizia che reputa ‘iniqua’ nei suoi confronti. Una mamma alla quale è stato strappato il diritto di genitorialità per una sorta di ‘alienazione genitoriale accertata’, una mamma che si è vista ‘sfilare’ dalle braccia il bene più caro del mondo: suo figlio. Un figlio che ha cresciuto con amore e devozione per 10 anni e che dopo la separazione dal padre ne ha perso tutti i contatti. Sono 5 lunghissimi anni passati nella frustrazione e nel dolore, 5 interminabili anni in cui questa donna (di 48 anni preferiamo rimanga nell’anonimato per non crearle disagio) le ha provate davvero tutte pur di riavvicinarsi all’amato figlio, 5 anni in cui si è sentita negare il diritto di madre proprio da una giustizia che non ha tutelato il suo diritto di madre e il diritto di un figlio di vivere Risultato immagine per madre e figlio anche il rapporto con la mamma. Vi starete sicuramente domandando, proprio come abbiamo fatto noi, ma cosa avrà fatto di tanto crudele una mamma per essere allontanata da suo figlio? Beh ….. proprio nulla.

    Rifacendoci al cappello introduttivo possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una ‘storia al contrario’ dove questa volta l’anello debole della catena è proprio una mamma. Dopo la decisione del giudice sull’affido condiviso del figlio (si tenga presente che in questi anni nulla è emerso per giustificare un affido esclusivo al padre), dopo aver cresciuto questo prezioso tesoro inestimabile per 10 anni condividendo insieme ogni istante con amore e piena sintonia, come tiene a sottolineare la nostra mamma ‘eravamo un cuore ed un’anima’, all’età di 10 anni il doloroso crack senza un motivo plausibile. Suo figlio (che oggi ha 15 anni) decide di andare a vivere con il padre, che intanto già prima del divorzio si era rifatto una vita con tanto di un altro figlio a carico, forse nell’illusorio pensiero di far parte di una famiglia unita o magari infarcito da pensieri non suoi. La donna lotta con tutte le sue forze pur di vederlo, pur di trascorrere con lui attimi fugaci, pur di continuare a tenerlo stretto a se per fargli sentire il suo calore ma dall’altra parte il gelo, creato da una barricata invalicabile eretta contro di lei per allontanarla definitamente da suo figlio. Chi e perché avrebbe interesse a tanto? Lasciamo a voi immaginarlo, resta il fatto che nonostante ci sia una chiara pronuncia del giudice per l’affido condiviso questa non venga puntualmente rispettata dalla controparte. Ad oggi, nonostante sia stato sancito il divorzio della coppia, è ancora in piedi una causa per definire i termini della frequentazione del minore e nonostante le varie pronunce del giudice ad intraprendere cammini per il riavvicinamento della donna al figlio nulla è stato fatto in tal senso, il bambino continua ad allontanarsi sempre di più dalla madre senza che nessuno faccia in modo che le decisioni del giudice vengano rispettato, con il risultato che una madre non si sente in nessun modo tutelata nonostante non abbia fatto nulla di male se non aver chiuso un rapporto matrimoniale logoro e per questo sia stata ingiustamente punita nell’affetto più caro: suo figlio.

    Questa mamma ‘coraggio’, che tiene a sottolineare con grande fermezza che mai si arrenderà di fronte a questo stato di cose e che lotterà fino allo stremo per far comprendere a suo figlio che mai lo ha abbandonato e che anzi ha sempre lottato per lui con amore, le ha provate davvero tutte. Ha bussato ad ogni porta pur di vedere i suoi diritti e quelli di suo figlio tutelati ma nulla, il suo ex incurante di tutto continua a negargli la gioia di riabbracciare suo figlio o di avere notizie di lui, di far parte della sua vita, di condividere momenti di crescita o di vita quotidiana e cosa ancor più incredibile nessuno fa nulla affinchè venga rispettato il suo diritto di madre. In questi estenuanti anni di dolore questa donna non si è mai arresa di fronte a nulla continuando a lottare, bussare ad ogni porta per evidenziare questo ‘sopruso’ e per ristabilire questo assurdo stato di cose, ma ad attenderla sempre il nulla, un silenzio ovattato, assordante e frustrante fatto di incredibile immobilismo.

    In questi anni è stato eretto un muro tra madre e figlio che nessuno ha interesse a demolire, – ci racconta con la voce rotta e piena Risultato immagine per madre e figlio di dolore la donna – la giustizia non mi è mai stata favorevole nonostante avessi tutti i diritti e le ragioni, certo conosciamo bene le carenze e i tempi della giustizia che spesso è a corto di tempo e mezzi, ma allora mi domando il perché esistano le leggi se poi non vengono applicate nell’interesse di chi deve essere tutelato. Io non ho fatto nulla di male se non amare mio figlio dal profondo del cuore e farò tutto quanto nelle mie disponibilità affinchè possa ritrovare un raccordo con lui, quel filo che ci ha tenuti legati per tanti anni e che ora sembra essersi spezzato senza ragione alcuna. Lotterò con tutte le mie forze affinchè il mio adorato bambino sappia che la sua mamma non lo ha mai abbandonato o dimenticato, affinchè possa prendere coscienza che vivo nella disperazione per la sua assenza. Voglio che lui sappia che non mi sono mai arresa e che alla fine riuscirò a ritrovarlo ….. a ritrovarci. Nessuno certo potrà mai restituirci il tempo perduto, questi lunghissimi 5 anni di assenza intrisi di dolore, ma lotterò e non rimarrò muta perché tutti devono conoscere la mia storia, una storia come tante ma è la mia e voglio con caparbietà che non rimanga chiusa in un cassetto; che abbia un finale in cui trionfino amore e giustizia, una conclusione che veda finalmente la reunion tra madre e figlio, come è giusto che sia! Amo mio figlio più di ogni altra cosa al mondo dal profondo delle mie viscere, per lui sono disposta a tutto anche ad annientarmi pur di raggiungere l’alto obiettivo di poterlo stringere ancora tra le mie braccia, riempirlo di baci e carezze sussurrandogli parole d’amore, lui è la mia stessa vita e per lui … per noi continuerò a lottare sempre e per sempre”.

     Cosa aggiungere a queste parole di estremo amore se non che ci auguriamo di cuore che questa storia abbia un lieto fine e che finalmente ‘giustizia sia fatta’ in nome di quell’amore pulito, onesto e sincero che solo una mamma sa dare.

    Ovviamente per diritto di cronaca lasciamo aperta la porta a dichiarazioni e/o repliche da parte di chi dovesse riconoscersi nella vicenda narrata”.

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