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    Salute e Immigrazione, congresso di aggiornamento professionale dell’AMSI

    Pubblicato il 14 giugno 2017 da Direttore.

    ROMA – Si svolgerà sabato 17 giugno presso la Clinica Ars Medica a partire dalle 9 lo storico Congresso AMSI “Patologie vertebrali. Dalla diagnosi al trattamento riabilitativo”: un evento aperto a tutti i Professionisti della Sanità italiani e di origine straniera che si confronteranno esponendo le loro relazioni con accreditamento ECM.Prosegue il lavoro portato avanti da oltre 16 anni da AMSI in favore dello scambio socio-sanitario, della cooperazione e dell’integrazione, e che ha visto organizzare oltre 500 Convegni e Congressi nazionali e internazionali arricchiti dalla recente istituzione dell’Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM, realtà che conta migliaia di rappresentanti e delegati provenienti dai Paesi Euro-Mediterranei.

    Nel corso dell’evento medici e professionisti della Sanità partecipanti lanceranno il Manifesto #SanitàeMulticulturalismo promosso da AMSI, UMEM, Movimento Internazionale Uniti per Unire, Fimmg Lazio, Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children Onlus, con la partecipazione di Ambasciate, Ong, Comunità Straniere in Italia, scuole e Associazioni. Il documento raccoglie le proposte redatte e condivise da medici ed operatori sanitari che spontaneamente si sono voluti sentire parte di questa ricerca, nella quale emergono tematiche d’attualità che legano inscindibilmente la Sanità alla conoscenza culturale e religiosa, sollevate proprio sulla base delle esperienze riportate dai diversi Paesi e dalle diverse culture, religioni e specializzazioni.

    “Diamo il nostro contributo alla Sanità multiculturale con un manifesto che ci rappresenta, – dichiara Foad Aodi, Presidente e Fondatore di AMSI e UMEM – che speriamo possa migliorare il Sistema Sanitario Nazionale, dando uno spunto concreto di cooperazione. Il manifesto sarà particolarmente ricco grazie al contributo di tutti coloro che hanno collaborato alla sua stesura ed è il frutto delle esperienze dei nostri Movimenti, di tante Associazioni e Comunità che operano a livello nazionale e internazionale. Per noi #Sanitàemulticulturalismo rappresenta il miglior farmaco per curare il populismo, per abbattere i muri della paura da una parte, la chiusura e l’isolamento di certe Comunità e di alcuni cittadini immigrati dall’altra, contrastando la radicalizzazione dei ‘lupi solitari’ e, allo stesso tempo, la strumentalizzazione degli immigrati e dei rifugiati. Proprio la medicina, infatti, insieme al dialogo, diventa lo strumento per eccellenza di apertura contro la paura e la chiusura. I punti che abbiamo messo in evidenza sono a nostro avviso i pilastri della Sanità di oggi e rispettivamente: aggiornamento professionale; telemedicina; prevenzione; scambio socio-sanitario; cooperazione internazionale; collaborazione inter-professionale; analisi delle patologie emergenti; sviluppo dei centri d’ascolto, comunicazione e informazione sui servizi sanitari nel rispetto delle diversità culturali e religiose, contrasto alla medicina difensiva con una maggior alleanza tra medici e pazienti e altri”.

    Il Dr. Pier Luigi Bartoletti, Segretario di Fimmg Lazio e Vice Segretario Nazionale di Fimmg, sulla ricerca sviluppata da AMSI e UMEM commenta: “Il confronto e il dialogo multiculturale e multidisciplinare, da sempre caratteristica distintiva di AMSI ed UMEM, arricchisce i contenuti scientifici e propone un modello di collaborazione scientifica innovativo”.

    Il Dr. Fabio Massimo Abenavoli, Presidente di Emergenza Sorrisi _ Doctors for Smiling Children Onlus e Coordinatore dipartimento Cooperazione Internazionale Uniti per Unire sottolinea: “L’impegno di tutti i sanitari insieme, di qualsiasi origine, religione o colore di pelle, crea una sinergia fortissima contro ogni emarginazione, estremismo e intolleranza, e favorisce un vero percorso di benessere e integrazione”.

    Anche Carlos Britos, Presidente del FOPEX (Forum peruanos en el exterior Italia – Europa) e Coordinatore nazionale Comitato Immigrati in Italia (C.I.I.), esprime sostegno all’iniziativa: “Come parte del processo dell’immigrazione in Italia, attualmente ci sono milioni di persone immigrate che rivelano di avere dei veri bisogni socio-sanitari. Questo implica una risposta attraverso una formazione di medici, infermieri e altri operatori sanitari, per poter fornire prestazioni sanitarie nel rispetto della nuova società multietnica italiana della neocultura”.

    Il Dr. Daniele Di Clemente, Esponente dell’Ufficio di Presidenza di Uniti per Unire e UMEM, aggiunge: “La problematica del contenzioso tra medici e pazienti sulla medicina difensiva, la cosiddetta malpractice, affligge l’intero comparto sanitario causando un incremento nella spesa sanitaria, come è stato dimostrato da numerose ricerche. Per combattere e ridurre la medicina difensiva bisogna instaurare un’alleanza forte di dialogo e fiducia tra i pazienti e i Professionisti della Sanità, inclusi i pazienti di origine straniera, cercando di superare anche l’aspetto linguistico, rispettando la cultura e la religione”.

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