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    Giovane romano pagato per studiare in Danimarca… incredibile ma vero!

    Pubblicato il 24 giugno 2017 da Direttore.

    «Buongiorno direttore, mi chiamo Luca Milani, sono un neo-diplomato originario di Roma che studia e lavora in Danimarca, anche a distanza continuo ad interessarmi delle sorti del mio Paese. Leggo da tempo il vostro quotidiano con molto interesse e ho deciso di rivolgermi a voi per raccontarvi la mia storia. Ho scelto di studiare in Danimarca per varie ragioni: l’università è gratis, gli studenti possono chiedere un sussidio dallo stato, in pratica si viene pagati per studiare, il tasso di disoccupazione giovanile è sotto al 4% e lo stipendio di un semplice commesso non scende sotto ai 3000 euro lordi. La Danimarca è considerato tra i paesi più felici del mondo. Ho letto sul vostro portale che accettate volentieri scritti e notizie dal popolo quindi ho pensato di sottoporvi la mia storia/esperienza in questo paese. Ho pensato potesse essere interessante per i giovani lettori che volessero approfondire questi argomenti, avere una specie di vademecum in caso volessero intraprendere esperienze all’estero».

    E come non prendere in esame una proposta così matura ed interessante. Si parla spesso di ‘fughe di cervelli’ all’estero, di un tasso dilagante di disoccupazione in Italia, di pochezza nelle prospettive future lavorative per i nostri giovani, dell’aumentata età pensionabile che non consente di certo l’ingresso di nuove e giovani leve nel mondo del lavoro, di crisi profonda in questo bel paese che ahinoi poco o nulla offre alle nuove generazioni. Certo non è gratificante pensare di doversi necessariamente spostare oltre confine per poter studiare o aspirare ad un lavoro, ma ad oggi molti giovani fanno le valigie per lasciare l’Italia cercando nuove e più gratificanti proposte di studio o lavorative per crearsi una posizione, che francamente qui in Italia latita senza valide alternative, inutile nascondercelo. Non si tratta certo di una scelta facile o da prendere a cuor leggero, sentire che un giovane di 20 anni ha maturato una interessante esperienza altrove non senza coraggio, abbiamo pensato possa costituire senz’altro una testimonianza di vita interessante e positiva da sottoporre all’attenzione dei nostri lettori per farne tesoro e trarne insegnamento. E allora ecco a voi la storia di Luca, che ringraziamo di vero cuore per essersi rivolto a noi, che con grande coraggio e spirito di iniziativa si racconta a 360°.

    “Ciao, mi chiamo Luca, ho 20 anni e mi sono diplomato l’anno scorso al liceo scientifico. Ho sempre desiderato andare a studiare all’estero, ma a causa della precaria situazione economica della mia famiglia potevo solo sognarmi città come Londra. Mi trovavo ad affrontare l’anno della maturità e, come ogni altro studente dovevo decidere cosa avrei fatto dopo l’esame. Mi piacevano la matematica e la fisica e mi sarebbe piaciuto studiare ingegneria meccanica, ma ero molto incerto su cosa ne sarebbe stato della mia vita. Volevo andarmene dall’Italia per le scarse possibilità lavorative, ma purtroppo non ne avevo le possibilità economiche. Mi ero quasi convinto ad iscrivermi ad un’università nel nostro paese quando mi sono imbattuto in un articolo che spiegava come gli studenti in Danimarca non dovessero pagare la retta universitaria, anzi venivano pagati proprio per studiare.Interessato ho iniziato ad approfondire l’argomento ed ho scoperto che questo paese è in pratica un paradiso per gli studenti. Stipendi medi più alti rispetto alla media europea, tasso di disoccupazione giovanile sotto al 4%, corsi di lingua danese gratuiti, sussidi per studenti e corsi universitari in lingua inglese. Era solo febbraio e stavo già compilando la domanda di iscrizione alla Via University College per la facoltà di ingegneria meccanica. Scelsi Horsens, una delle città più tranquille e piccole di tutto il paese.

    Sono arrivato in questo straordinario paese ad inizio agosto ed ho subito notato moltissime differenze con l’Italia, dal paesaggio all’architettura, dal clima allo stile di vita. Le lezioni sono iniziate a fine agosto, ma nonostante abbia fatto molte nuove conoscenze, gli affetti e gli amici che ho lasciato in Italia mi sono sempre mancati. I professori sono molto gentili e disponibili, gli orari delle lezioni non sono particolarmente stressanti. Ho anche incontrato molti ragazzi italiani in erasmus che mi hanno spiegato la differenza tra i corsi danesi e quelli del nostro paese: in Italia si tende ad approfondire molto la teoria, mentre il rapporto con i professori è del tutto asimmetrico, in Danimarca invece si preferisce usare la teoria impartita a lezione per risolvere casi e problemi potenzialmente reali. Quello che studio mi piace molto, ma la mia unica preoccupazione all’inizio era trovare un impiego part-time. I costi quotidiani qui sono più elevati rispetto alla media europea e nonostante io sia partito con un po di soldi da parte, non volevo pesare sulle spalle dei miei genitori. Ho iniziato come lavapiatti, poi come apprendista pizzaiolo e qualche mese più tardi sono stato assunto da Trendhim, un’azienda che si occupa di marketing. Pochi giorni dopo è stata accettata la mia richiesta di sussidio per gli studenti che avevo presentato, grazie al quale ora riesco a mantenermi per tutto il mese, mettendo pensate anche qualcosa da parte.

    Attualmente studio, lavoro part-time e studio anche il danese. Conciliare il tempo per tutte tre le cose è dura a volte, ma mi piace molto la piega che ha preso la mia vita, infatti ora vedo un futuro (fuori dall’Italia) che mi aspetta, che prima francamente non vedevo, le prospettive in Italia erano assolutamente fosche mentre ora studio serenamente consciamente che ci sarà un domani ad attendermi con fiducia”.

    Fate esperienza cari giovani di queste parole e magari se intenzionati ad un percorso con queste finalità inviateci le vostre richieste, i vostri pensieri da sottoporre sulle nostre pagine e seguiteci perché nel prossimo appuntamento con Luca saranno fornite indicazioni utili per seguire le sue orme.

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