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#VoxPopuli: Renzi! Ora che hai contentato i tuoi 7mila, fai qualcosa anche per i nostri 17 milioni.

26 febbraio 2016

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di Marcello De Angelis.

Dibattito accesissimo, discesa in campo di star, opinion maker, padroni della stampa, un blocco di mesi dell’attività parlamentare, insulti e minacce, per ottenere questo.

La legge sulle unioni civili scontenta tutti, perché gli attivisti gay volevano tutto, i movimenti per la famiglia voleva tutt’altro e ci troviamo con le mezze misure. Stessa cosa che accadde 40 anni fa col divorzio: tra il si e il no, ci siamo trovati con centinaia di migliaia di coppie in tribunale per decenni, in lotte senza esclusione di colpi di cui facevano le spese i bambini e grazie alle quali abbiamo ingrassato generazioni di avvocati.

Come al solito, in Italia non c’è posto per il buon senso. Se decidi che si possa divorziare falla facile. Altrimenti non fai la legge. Ci sono voluti 40 anni per modificare quella normativa, semplicemente prendendo atto del fatto che in Italia nessuno si sposa più, anche perché è troppo difficile divorziare. Ma soprattutto perché essere sposati, fiscalmente e economicamente è una iattura.

Il dibattito, che francamente poteva essere fatto prima e meglio, sui matrimoni omosessuali ha almeno fatto emergere i dati reali della demografia italiana. Dati che, volendo, erano a disposizione di tutti, ma che non interessavano ai giornalisti e quindi meno ancora ai politici, che vanno al traino delle campagne mediatiche.

I fatti hanno la testa dura – dicevano i comunisti di una volta. Ora i post-comunisti invece vivono in un mondo di assoluta fantasia, che però vogliono imporre sul mondo reale.

I fatti sulla crescita demografica italiana sono catastrofici e non da oggi. I dati Istat del 2014 ci avvertivano che avevamo toccato il livello minimo di natalità dall’unità d’Italia. Nel 2015 abbiamo superato quel record. Il trend negativo non nasce ora, è un processo avviato scientemente dagli anni 70/80, quando la superstizione dominante era che fosse più “moderno” avere meno figli. Ma che questa decrescita comportasse gravi problemi anche per la bilancia contributiva era una realtà che alcuni inascoltati tecnici avevano già segnalato al tempo. Il ruolo della politica dovrebbe essere – e effettivamente in molte nazioni occidentali lo è – la capacità di anticipare i problemi e cambiare la rotta. In Francia lo hanno fatto già 20 anni fa con una riforma completa del welfare per le famiglie che ha introdotto incentivi reali al matrimonio e alla genitorialità, facilitando inoltre l’accesso al sostegno medico alla fertilità e alle adozioni, che qui da noi sono invece impossibili.

La politica italiana, anziché impegnarsi a imitare le più avanzate legislazioni europee a sostegno delle famiglie (tutte le famiglie) si è impegnata in un muro contro muro con toni da guerra civile per estendere il perimetro normativo della famiglia, così da includere anche le 7515 coppie omosessuali che ne facevano richiesta. Che ora andranno ad aggiungersi ai quasi 17 milioni di famiglie senza un sostegno decoroso da parte dello Stato. Nulla di concreto nemmeno per le 641mila coppie di conviventi etero. Non parliamo di quelli – tanti, troppi – che hanno scelto di evitare persino il riconoscimento della convivenza e preferiscono risultare come genitori single con figli a carico, per potere – ad esempio – accedere alle graduatorie per le scuole pubbliche.

Nessuna attenzione nemmeno per le centinaia di migliaia di cittadini italiani che cercano di dare una famiglia a bambini abbandonati, compresi tanti aspiranti genitori single, che hanno le risorse economiche ma non vogliono la vita di coppia.

Il primo tempo di questa partita si conclude infine con le proteste accese delle 529 coppie omosessuali con figli che si sentono escluse dai “diritti”. Quindi, è ovvio che la macchina propagandistica che ha ottenuto la attuale legge si rimetterà presto in moto per concludere il percorso. A tutti gli altri italiani, quelli che non hanno nulla di speciale, che provano attrazioni banali e hanno progetti di vita ordinari, resta solo la speranza che, finiti i festeggiamenti arcobaleno, qualcuno si renda conto che è inutile ampliare il numero delle famiglie senza rimettere mano al cassetto vuoto del welfare familiare. Così, anche i rimanenti milioni di italiani non direttamente toccati dalla legge Cirinnà, trarranno dallo straordinario impegno politico a tutela di quelle 8mila coppie “eccezionali” qualche minimo beneficio.

‏@deangelismarcel